Razzolando_Marchio_PayOff

2011

Sentieri nei boschi della filosofia
con Angelo Conforti
La natura in filosofia è l’insieme di tutte le cose esistenti considerato nella sua forma complessiva, nella totalità, cioè, dei fenomeni e delle forze che in esso si manifestano. Le discussioni intorno al concetto di natura sembrano confluite in riflessioni più ampie, relative alle “visioni della natura” sviluppate nel corso della storia. Esse si sono arricchite di immagini e metafore fortemente evocative, capaci di orientare filosofi della natura prima e scienziati poi nelle loro ricerche. Le varie visioni della natura che si sono succedute, alternate o sovrapposte risentono del contesto storico-culturale ma esprimono anche la permanenza di alcuni elementi concettuali.

Elisee Reclus. Natura e Società
con Fabrizio Eva
Élisée Reclus (1830 – 1905) è stato un geografo di fama internazionale, membro della Società di Geografia di Parigi, pensatore libertario e militante anarchico francese (aderì alla “Prima Internazionale” e alla Comune di Parigi). Dedicò la maggior parte del suo tempo allo studio dei paesaggi geografici continuando a viaggiare per il mondo. La conoscenza diretta dei paesaggi gli permetterà di pubblicare, nel 1894, la monumentale opera in 19 volumi dal titolo “Nouvelle Géographie Universelle”, ricca di dati e di un apparato illustrativo imponente, resi possibile da una fitta rete di collaboratori. In quest’opera, Reclus riuscì ad includervi diversi elementi sociali (per esempio lo studio di gravi problemi come la povertà) che porteranno gli studiosi ad utilizzare per la prima volta la definizione di “geografia sociale”.

Vegetariani tra norcini
con Luigi Boschi  (scarica l’introduzione in PDF)
Fabrizio Eva ha parlato di Natura e Geografia attraverso la figura del grande geografo Elisée Reclus vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, uno dei padri della geografia sociale. Ma Elisée oltre ad essere uno scienziato e un anarchico era anche un vegetariano, un “legumista convinto”, come amava definirsi. Nel suo scritto intitolato “Sul vegetarismo”, attraverso il racconto del maiale con la triste figura del norcino, emergono l’anima gentile, la profonda sensibilità e l’eticità di questo pensatore verso il mondo animale, la natura e verso tutti gli sfruttati, insieme alla condanna del potere costituito con il suo immaginario, accettato e diffuso. Immaginario così caro a moltissimi parmigiani e non, come emerge dagli innumerevoli messaggi chat, a volte grotteschi, raccolti da Luigi Boschi nel saggio “Caval Pist”.

Dalla litoterapia alla cristalloterapia. L’uso terapeutico dei minerali nella storia
con Gloriana Astolfi  (scarica l’introduzione in PDF)
La litoterapia è un nome generico per indicare l’utilizzo non solo di “pietre”, ma anche di minerali e cristalli a scopo curativo. La storia testimonia che le prime tracce relative alle capacità terapeutiche di pietre e cristalli sono state ritrovate in un papiro egizio risalente al 1600 a.C. Ma, indubbiamente, con questa specifica funzione, essi furono utilizzati anche molto più anticamente e da moltissime popolazioni del mondo.

Il Barocco in musica. Natura e artificio
Incontro musicale con Carla They, Cellina Codaglio e Beatrice Marozza  (scarica l’introduzione in PDF)
L’arte, la poesia e la musica del Seicento e della prima metà del Settecento sono indicati con il Termine Barocco. I caratteri più evidenti di questo stile sono la grandiosità, la potenza, la teatralità e la ricerca dicomplicati effetti decorativi, che rispecchiano la fastosità delle nascenti monarchie assolute europee. I principali elementi distintivi nell’arte barocca sono la trasfigurazione dell’oggetto appartenente alla natura, l’alterazione delle proporzioni canoniche, gli effetti di vario ampliamento e contrazione dello spazio, gli inganni ottici, prospettici e coloristici: artifici che riescono a moltiplicare gli effetti emozionali dell’opera, a suscitare situazioni di immediata sorpresa e meraviglia.Viene ricercata dagli artisti la continuità infinita tra spazi esterni e spazi interni, ma anche tra “artificio e natura”, al punto da spingersi sino all’impiego di elementi naturali (acqua e luce) nella creazione artistica e alla compenetrazione di tutte le arti, al fine di rendere ilfruitore dell’opera, contemporaneamente, spettatore e attore. Nonostante le trasfigurazioni, le alterazioni ed i grandi contrasti portati agli eccessi, l’artista ha un’amabile corrispondenza con la natura e la sua realtà. Così come le altre forme d’arte del periodo, la musica barocca è votata al desiderio di stupire e divertire l’ascoltatore. In ogni avvenimento importante, pubblico o privato, la musica costituiscel’attrazione principale: teatro in musica, danza, balletto, musica strumentale. Si sviluppa ulteriormente la musica che cerca di descrivere “per imitazione” sensazioni, immagini, fenomeni ed eventi attraverso isuoni. Il melodramma, caratterizzato dal “recitar cantando”, ha enorme diffusione in età barocca. Il teatro d’opera Barocco, grazie alla spettacolarità delle sue rappresentazioni, alla meraviglia suscitata da cantanti, come i castrati e alle sfarzose scenografie, raggiunse un grado di popolarità come nessun altro tipo di rappresentazione. Tra i soggetti preferiti ci sono le vicende cavalleresche, i poemi omerici e virgiliani. La Natura bucolica e pastorale virgiliana con le sue atmosfere idilliache e mitiche diventano rifugio e lenimento del dolore spirituale. (vedi in Musica)

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2012  (scarica il programma in PDF)

I fiumi dell’anima. In canoa alla scoperta di se stessi
con Maurizio Bernasconi
Maurizio Bernasconi, profondo conoscitore del fiume in ogni suo aspetto naturalistico, sportivo e culturale, rievoca in un libro alcune sue discese dall’Himalaya alle sorgenti del Nilo, fino al nostro Ticino in piena. Ma non si sofferma sui dettagli tecnici del kajak fluviale sportivo , preferisce unire l’esperienza sportiva e meditativa alle suggestioni provenienti da una vasta letteratura (dai classici greci ai filosofi orientali a Hermann Hesse) per leggere il fiume come una metafora del percorso che porta alla conoscenza. Se lo risaliamo torniamo all’origine, se lo discendiamo ci porta in vista di un mare nel quale tutti i fenomeni sono destinati a confluire. Pagine che parlano dunque di canoa, di acque, di esplorazioni nel mondo geografico e nel mondo della storia e del mito,ma soprattutto suggeriscono un viaggio nei luoghi nascosti dentro di noi, dove tutto ciò che avviene è sacro.

Polarità e integrazione. Considerazioni psicologiche sul dualismo
con Carlo Bertoncini  (scarica la relazione in PDF)
“L’opposto concorde e dai discordi bellissima armonia” (Eraclito) Fin dall’antichità, l’uomo cerca di comprendere la sua natura rispecchiandosi nell’universo.In esso, scopre un continuo processo di opposizione e ricongiunzione degli elementi e delle loro qualità. I saggi di ogni tempo, esprimevano questa dinamica attraverso il concetto di “Unità del Tutto”, che postula la fondamentale unità dell’individuo con il cosmo e l’origine comune di tutti i corpi. Si riconosce l’individualità delle cose, ma al tempo stesso si è consapevoli che tutte le differenze e tutti i contrasti sono relativi all’interno di un’unità che tutto comprende, ovvero quel luogo d’incontro in cui le antinomie non sono altro, che i due poli della stessa e unica realtà.

Dalla parte del cinghiale. Trent’anni di lotte controla caccia e il bracconaggio
con Paola Verganti (LAC Lega Abolizione della caccia)
“Trent’anni cambiando sempre forma, siamo diventati guardie per esempioguardie venatorie volontarie, per contrastare sul  campo i cacciatori, siamo diventati vigilanti e campisti antibracconaggio in luoghi in cui tutti dicevano che non si poteva andare perché era troppo pericoloso, ma noi ci siamo andati per trent’anni, nelle valli bresciane, nelle lagune venete, sulle isolette tirreniche, nella macchia sarda, a estirpare reti, raccogliere lacci, distruggere archetti, disattivare trappole varie. E quanto sono diminuite le trappole, illegali da tanto tempo ma intoccabili da sempre! Grazie a noi, lo possiamo dire senza tema di smentita. Siamo diventati avvocati, come dicono gli anglosassoni “animal advocates”, gliavvocati degli animali e dell’ambiente, ma un po’ lo siamo diventati davvero, perché per decenni abbiamo presentato ricorso su ricorso, esposto su esposto, in tutte le sedi amministrative e penali e in sede europea, e li abbiamo tante volte colti con le mani nel sacco, i bracconieri-cacciatori sul campo e i loro padrini politici nelle aule a dover dimostrare come mai permettevano forme di caccia proibite da istanze più alte (e non solo in senso morale). E li abbiamo visti soccombere in giudizio e abbiamo salvato milioni di vite animali. Ho parlato solo della caccia, ma di molti altri problemi ci siamo occupati da quando trent’anni fa Carlo Consiglio, Gloria Grosso, Miranda Bizjak e pochi altri fondarono la LAC. Circo con animali, pellicce, commercio di selvatici, migrazioni di anfibi sulle strade, recupero di uccelli feriti, zoo, tiro al piccione, creazione di oasi, randagismo, non c’è trincea animalista e ambientalista in cui non siamo scesi, perché noi siamo animalisti e ambientalisti. E’ stata una fatica di trent’anni ma a me è piaciuta e ne sono fiero, penso ne sia valsa la pena.” (Guido de Filippo – Segretario LAC).

Tu Zingaro. Persecuzioni e sterminio dei Rom
con Paolo Finzi
Gli Zingari, il popolo dimenticato da tutti. Dimenticato è anche il loro sterminio da parte dei nazisti. Le ricerche storiche sono iniziate solo alla fine degli anni sessanta. Parlarne è far breccia nel muro di gomma dell’indifferenza, dell’abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un popolo “brutto, sporco e cattivo”. Cercare di capire è invece ascoltare le loro voci, le loro canzoni, le loro testimonianze drammatiche e la loro gioia di vivere. Genti diverse, genti nomadi, genti orgogliose della loro libertà. Seguirà la proiezione di alcune parti dei DVD “A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari” curato da Paolo Finzi ed edito da “A” rivista anarchica.

Scrivere la Natura. Il rapporto tra Letteratura e Natura nel corso dei secoli
con Rosa Elisa Giangioia  (scarica la relazione in PDF)
Dall´interpretazione poetica di Omero e quella filosofico-scientifica dei Presocratici, per poi individuare il punto di separazione tra l´analisi fisica e la rappresentazione artistica (Aristotele). Successivamente si restringe il campo della produzione letteraria a quella artistica, in cui la natura viene sentita e rappresentata in modi molto diversi: si passa dalla visione utilitaristica (Virgilio) e idillica (Tibullo) degli scrittori Romani a quella simbolica degli autori medievali (Dante e Petrarca), all´assolutizzazione letteraria (dagli Umanisti agli Arcadi), secoli durante i quali, soprattutto al di fuori dell´Italia, avviene la scoperta del paesaggio, come soggetto letterario e artistico. Il vero rinnovamento nella concezione della natura in letteratura si ha con la visione soggettiva del rapporto per l´individuo, atteggiamento che si può far risalire a Rousseau e ad Alfieri e che si sviluppa con il Romanticismo e il Decadentismo e da cui dipende ancora la produzione attuale.

Appennino meraviglioso
con Mario Ferraguti e Giacomo Agnetti, Andrea Rossi
Un tempo i mali avevano le orecchie e gli uomini sapevano le parole per mandarli via. Adesso le parole sono sparse, sparse tra i monti in paesi piccoli con le case di pietra; lì ci sono ancora uomini e soprattutto donne che, quando sono stati battezzati, se il prete chiudeva un occhio, gli hanno dato da stringere nella mano destra un carbone o altri simboli dei mali che avrebbero avuto in virtù di poter segnare. Poi, diventati più grandi, qualcuno li ha chiamati da parte per tramandargli, in segreto, le parole. Parole in rima, pronunciate tra i denti come un’orazione o uno scongiuro; parole forti, capaci di strattonare i santi, ricordargli che cosa sanno fare e portarli giù per terra, ad aiutare gli uomini, ma altrettanto capaci di rivolgersi alle erbe, a quelle non piantate e alle loro virtù nascoste tra le foglie e le radici scure dalla barba.

Il corpo delle donne e il corpo del pianeta
con Antonella Nappi
I problemi che l’azione umana ha creato e crea agli equilibri naturali dell’ambiente domandano di mutare molti comportamenti personali e politici, ma prima di tutto, l’abitudine di non considerare altro soggetto attivo nel pianetache l’agire umano ed altra economia da quella voluta dal potere. Il riconoscimento di una pluralità di soggetti e forze che operano in ogni contesto e creano azioni, equilibri e squilibri è una pratica culturale non autoritaria, riflessiva e che indirizza alla comunicazione tra soggetti ed alla mediazione. E’ l’unico modo di fare una politica colta, una economia stabile, il benessere delle popolazioni. Ad ogni scala di grandezza: ascoltare l’altro da se stessi ed essere ascoltati, permette di riconoscere altro da ciò che si sa ed arricchirsi, riconoscere la propria parzialità e sapersi adeguare a comportamenti che tengano in considerazione gli altri ed anche i limiti che la realtàmateriale presenta ai propri desideri. Le pratiche delle donne sono più vicine a questo esercizio e quelle degli uomini meno. La cultura femminista si è più esercitata in questa pratica, quella del potere meno. Per questo io trovo una convergenza tra ciò che i fatti ambientali domandano e ciò che le donne hanno cercato in politica e che socialmente costruiscono da sempre. E per converso una convergenza tra ciò che la cultura maschile ha negato della realtà ambientale: il lavoro della natura; e della realtà umana: parte di sé emarginandolo nella donna.

Latcho Drom
Presentazione di Emilio Bibini  (scarica l’introduzione in PDF)
“Latcho Drom” è un film documentario musicale del 1993 diretto da Tony Gatlif. Il titolo può essere tradotto dalla lingua romanes con buon viaggio. Tra musiche e danze il film racconta il lungo percorso che dall’anno 1000 (circa) alla fine del 1900 il popolo rom, sinti e kalé ha intrapreso dal nord dell’India fino alla Spagna, attraverso il Medio Oriente, il Nord Africa, i Paesi Balcanici e l’Europa. Le rielaborazioni delle tradizioni culturali musicali dei paesi attraversati danno vita alla musica tzigana che sfocia alla fine con il flamenco. Film poetico, dove si ripercorrono i luoghi tracciati dagli zingari nei loro vagabondaggi non usando altro che i loro volti, i corpi perennemente agitati dal ritmo della danza e dalla musica struggente e le immagini della natura.

I generali. Mostra di mostri in 17 tavole (così vuole la sfortuna)
di Emilio Bibini
Parlare contro o ironizzare sui militari, in special modo sui “generali”, in questo momento storico è decisamente fuori luogo. L’immaginario sociale dagli inizi degli anni ’90, periodo in cui è stata concepita questa serie di tavole, è cambiato a favore di questi pubblici portatori della nuova “pace armata” a “basso impatto ambientale”. Come nella Grande Guerra oggi lo Stato si insedia capillarmente nella vita privata, mobilitando forze, sentimenti e immagini, contribuendo ad una grande trasformazione del mondo mentale (*) e alla distruzione di quello ambientale (sempre dimenticata). Il nuovo progetto di cultura militare”Allenati per vita” rivolto alle scuole e presentato nel 2010 dal precedente Governo, con il benestare dei ministri La Russa e Gelmini, è un evidente segno dei tempi. Il grottesco, sia del titolo che dei contenuti dell’iniziativa, è colto ormai solo da piccolissime minoranze demodè ai margini della post-modernità. Minoranze, di cui mi ritengo parte, sostenute da un “adunco” orgoglio di diversità. D’altronde “la guerra è pace, la schiavitù è libertà, l’ignoranza è forza” (**) (vedi in Arte)
*. vedi Antonio Gibelli “L’Officina della Guerra” Bollati Boringhieri 1991)
**. slogan che capeggia sul tetto del Ministero della Verità nel romanzo “1984” di George Orwell.

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2013  (scarica il programma in PDF)

La ragazza mela e altre storie. Da un racconto popolare e altre suggestioni
pitture di carta di Silvia Papi
L’inaugurazione sarà preceduta da una conversazione di Federico Battistutta Sulla fiaba. Significato e attualità (scarica la relazione in PDF)
La fiaba, prima di essere un racconto per l’infanzia, è una superba espressione della creatività umana, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Della fiaba si sono pertanto occupati filologi, antropologi, psicologi e studiosi di altri campi disciplinari. Cercare di comprenderne le sue origini significa anche riscoprirne il valore e l’attualità.(vedi in Arte)

La Natura oltraggiata. Fabbriche sataniche e nuova ruralità
con Edoardo Bricchetti
La natura “oltraggiata” non si riferisce soltanto alle profonde ferite, inenarrabili, procurate dall’incedere storico dell’industria nel corso del suo sradicamento delle strutture sociali (rurali) preesistenti e, di conseguenza, del paesaggio naturale, bensì anche delle categorie della mente umana. La natura oltraggiata si riferisce anche alle drammatiche lacerazioni inferte alla natura stessa dell’essere umano, annientato nella sua aspirazione verso un equilibrio vitale “naturale”. Le fabbriche “sataniche”, di cui parla il poeta inglese William Blake quando paventava l’orrore dei nuovi sconvolgimenti operati dalla rivoluzione industriale, oscuravano il colore del cielo con i riverberi rossastri delle fiamme e dei fumi delle ciminiere e celavano, al proprio interno, un esercito di uomini, donne e bambini, asserragliati in spazi angusti a stretto contatto con macchine “diaboliche”, privati di ogni forma di dignità e del diritto ad un’esistenza “naturale”. Eppure ancora oggi, l’antico legame dell’uomo con la sua terra non si è spezzato del tutto. Lo dice l’elevata percentuale dei campi ancora coltivati o in abbandono, la smisurata estensione dei borghi dimenticati e disabitati che ancora oggi insistono sul territorio. La corsa verso la città non è più una tendenza priva di critiche e correttivi. Si tratta di un processo storico ormai avviato da tempo, seppure in mezzo a mille tentennamenti dettati dall’abitudine e dai modelli sociali imposti dalla società industriale, sempre meno industriale, sempre più “tecnologica”.

Antispecismo. Il dovere nei confronti della diversità
con Adriano Fragano
Nel nostro tempo sembra essere più che mai urgente la necessità di elaborare una diversa concezione degli animali non-umani, non più come forme di vita sottostanti alle nostre esigenze o volontà, ma come esseri viventi, con un proprio valore e una propria dignità. Come afferma lo scrittore e naturalista statunitense Henry Beston, la nostra specie sbaglia, e sbaglia enormemente, trattando gli altri animali con superiorità. Abbiamo bisogno di una diversa concezione, più saggia e forse più mistica, degli animali. Lontano dalla natura universale e vivendo secondo complicati artifici, l’uomo civilizzato osserva le creature attraverso la lente della propria conoscenza, e quindi vede una piuma ingrandita e l’intera immagine ne è distorta. Noi li trattiamo con superiorità per la loro incompletezza. Per il loro tragico destino di aver assunto forme così lontane dalle nostre. E in questo sbagliamo, e sbagliamo enormemente. Perché un animale non deve essere misurato secondo il metro umano. In un mondo più antico e più completo del nostro, essi si muovono finiti e completi, dotati di quell’estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai avuto, vivendo circondati da voci che noi non udiremo mai. Non sono fratelli. Non sono esseri sottostanti. Sono altre entità, intrappolate insieme a noi nella rete della vita e del tempo, prigionieri come noi dello splendore e delle sofferenze della Terra. Le splendide parole dell’autore ci introducono all’enorme e spinoso problema del nostro rapporto con gli altri animali, suggerendone una nuova chiave di lettura: gli animali non-umani sono “altre entità” che vivono insieme a noi sulla Terra, ‘compagni di viaggio’ che, in quanto tali, vanno compresi e rispettati.

Berberità. I berberi tra natura, cultura e islam
con Cesaria Zaccarini
Tra i popoli vicini a noi, i Berberi sono forse i meno conosciuti, eppure la loro importante presenza al di là del Mediterraneo ha segnato la storia a più riprese: erano Berbere e non Arabe le tre dinastie che dominaro il Marocco, il Maghreb e l’ Andalusia (parte della Penisola Iberica) dal 1090 al 1452 e di cui restano ancora le gloriose vestigia in Andalusia. Insediandosi lungo le catene montuose litoranee del Rif e interne dell’Atlas, come pure nelle pianure atlantiche e nelle oasi desertiche dove hanno praticato agricoltura e pastorizia alternando sedentarietà a nomadismo, si sono adattati sempre alla natura circostante ricavandone sostentamento e profitto. Ciò ha fatto sìcché la loro cultura sfaccettata e variegata crescesse in simbiosi con la natura sviluppando lingue e scritture diverse.

I luoghi del pensiero. I filosofi e la natura
con Franco Toscani
Il rapporto tra il pensiero e la natura è al centro della riflessione edell’incontro odierni, a partire da tre aspetti: un breve riferimento al concetto di natura e al rapporto uomo-natura nella storia della filosofia occidentale, con una particolare attenzione al pensiero dei cosiddetti presocratici; una meditazione sui “luoghi del pensiero” cari a Martin Heidegger e al particolare significato che ebbe per questo pensatore il soggiornare lungamente a Todtnauberg, ai fini dell’autentico abitare umano; una breve riflessione sul rapporto uomo-natura oggi, nell’epoca della cosiddetta “globalizzazione”.

Aspetti psicologici nel rapporto uomo animale
con Maurizio Corsini
Gli elementi fondamentali in senso psicologico del rapporto fra l’uomo e gli altri animali riguardano sul piano individuale le modalita’ ed i contenuti degli aspetti difensivi, mentre dal punto di vista collettivo e storico-sociale la tragedia senza fine degli animali , dovuta alla arroganza ed alla violenza dell’uomo sulle altre specie,deriva non soltanto dal potere della pulsione di morte,ma da giustificazioni della stessa su base ideologica. Giganteschi fenomeni psicopatologici di rimozione e negazione portati all’estremo rendono l’orrore possibile,attuale e reale.

Religiosità naturale. Nostalgia delle origini o“nuova innocenza”?
con Federico Battistutta
Presso diversi popoli e diverse culture ricorrono narrazioni in cui si parla di un luogo e di un tempo in cui si è reso possibile un armonico sviluppo tra l’uomo e la donna, tra giovani e vecchi, tra l’essere umano e il mondo minerale, vegetale e animale. Cosa possono ancora raccontare a noi contemporanei, in questi tempi di crisi, tali racconti? Si tratta di miti del passato o custodiscono invece una profezia, una speranza o un desiderio verso quella “nuova innocenza” a cui da sempre gli uomini e le donne – nel segreto più dei loro cuori – non hanno mai rinunciato?

Un Satyre Cornu. Giochi di corte: ninfe, pastori, satiri, e boschi  nell’immaginario francese tra Cinquecento e Seicento
concerto con Silentia Lunae
L’Air de Cour, nella raccolta suggestiva di Gabriel Bataille (1575-1630), e l’Orchesographie di Thoinot Arbeau (1519-1595) sono al centro di questo programma musicale che, pur non essendo esaustivo, vuol cogliere un carattere della musica francese nel Cinquecento, prima della trasformazione dello stile che avviene nel tardo Seicento. Il carattere emerge attraverso i contrasti tra ciò che è una sorta di dialogo tra due forme musicali, l’aria e la danza, che attingono da spunti popolari, ma sono i realtà raffinati esempi di composizioni dal largo respiro. Gli spunti letterari che appaiono nei testi sono largamente ispirati al tema della Natura, riletta in chiave “travestimento”. Gli elementi, trasfigurati, formano una nuova lettura cinquecentesca del mito classico, e attraverso codificazioni di immagini ben precise, il pensiero francese sui temi di vita, morte, amore, essenzialità, viene alla luce come avente in sè una forte carica di accettazione dell’ordine naturale delle cose.  (vedi in Musica)

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2014  (scarica il programma in PDF)

Impressioni sulle acque del fiume Sesia
mostra fotografica di Cesaria Zaccarini
L’inaugurazione sarà preceduta da una conversazione di Federico Battistutta
L’acqua: materia, simbolo e mito
I significati simbolici dell’acqua di possono ridurre a tre temi fondamentali: sorgente di vita, mezzo di purificazione, centro di rigenerazione. Le variazioni che le diverse culture hanno apportato a questi temi di fondo e le loro combinazioni, ci aiuteranno a cogliere le sfumature del suo simbolismo. (vedi in arte)

Tuareg, l’altra berberità
con Emilio Bibini e Zakaria Yahaya  (scarica la relazione in PDF)
Nomadi, pastori, guerrieri, carovanieri, mercanti, razziatori, signoridel deserto, i Tuareg vivono e viaggiano nelle terre aride e semiaridedel Sahara e del Sahel. Dall’antichità sino al XVIII sec. Frammentarie sono le notizie che ci arrivano su questo popolo nomade. Bisognerà aspettare il XIX secolo, l’epoca delle grandi esplorazioni sahariane che preludono alla colonizzazone francese dell’Africa nord-occidentale per avere conoscenze più approfondite. Ed è a partire da quegli anni che la storia, la cultura, i paesaggi degli “Uomini Blu” entrano nell’immaginario di più generazioni di viaggiatori europei, alimentando un “mito” che dura fino ai nostri giorni. Ancora oggi infatti prevale solo una immagine stereotipata e romantica che tende a enfatizzare dei Tuareg, il mistero, la libertà, la bellezza, la fierezza. Una immagine che pur avendo note di verità, risulta funzionale molto spesso al grande mercato dei desideri e delle illusioni.

L’architettura in terra cruda, ricchezza e marginalità
con Gaia Bollini
Terra cruda: materiale primigenio da costruzione, patrimonio architettonico mondiale, materiale bioedile per costituzione. Questa, in sintesi, potrebbe essere la definizione della terra cruda come materiale ed espressione architettonica. Plasmabile in differenti forme, si presta a innumerevoli usi e tecnologie costruttive che, per rispondere a funzioni e esigenze specifiche (climatiche, sismiche, socio-culturali ecc.), sono state declinate in diverse tipologie architettoniche; ciò a dimostrazione della bontà di questo misconosciuto materiale, ancor’oggi normalmente impiegato nella costruzione di nuovi edifici in tutto il mondo, siano essi a uso privato o pubblico, dimore residenziali o edifici specialistici. Anche l’Italia ne è ricca sebbene abbia confinato il suo patrimonio nell’oblio culturale. Ciò nonostante, sebbene l’uso nelle nuove costruzioni patisca ancora limiti, preconcetti e, quel che è peggiore, vuoto normativo, così come diffidenza verso il suo recupero, qualcosa sta cambiando e la terra sta lentamente tornando ad essere risorsa per il futuro.

Nel giardino segreto di Mainrad Craighead
proiezione del documentario sull’artista
presentazione di Silvia Papi
All’origine del sentimento religioso e di ogni immagine della divinità esiste una presenza unica, intima ed archetipica: la Grande Madre che, di epoca in epoca, può assumere sembianze diverse serbando immutata la sua essenza. Attraverso l’esperienza della pittura, la lunga permanenza in una comunità monastica e l’incontro con i miti più antichi dell’uomo, Meinrad Craighead si è interrogata, lungo tutta la sua esistenza, sulla realtà più profonda della vita..

ESIGETE! Un disarmo nucleare totale
presentazione del libro di Stéphane Hessele Albert Jacquard curato da Mario Agostinelli,  Luigi Mosca e Alfonso Navarra.
con Alfonso Navarra
La questione della cancellazione del nucleare civile è stata oggetto di un vittorioso referendum in Italia. Ma l’argomento non è definitivamente chiuso per due sostanziali ragioni: il contesto europeo, ancora in buona parte favorevole ai reattori a fissione, e la connessione tra civile e militare in un mondo in incessante riarmo. Proprio le armi nucleari, lungi dall’essere materia di riflessione riservata agli strateghi, riguardano tutti. Stéphane Hessel, il partigiano francese autore di “Indignatevi!”, e Albert Jacquard uniscono le loro voci per fare appello al disarmo nucleare, basandosi, per essere ancor più convincenti, su un inventario dell’Osservatorio degli armamenti nel mondo. Perché l’esistenza di queste armi minaccia il destino dell’umanità e dell’ambiente. L’edizione italiana dell’opera contiene uno specifico rilievo sulle dotazioni nucleari presenti nel nostro territorio e un aggiornamento sulle prospettive di pace che vengono delineate
da un’azione dal basso.

I primati siamo noi L’uomo scimmia. Implicazioni psicologiche animali e comparate
con Angelo Tartabini
Riflettere sul fatto che, avere dei “nobili sentimenti”, dovrebbe voler anche dire avere rispetto verso il mondo degli altri, soprattutto verso le specie a noi più prossime insieme ai loro ambienti naturali. La coscienza, la cultura, l’investimento parentale, la rivalità tra figli e genitori, la società organizzata e gerarchicamente strutturata, caratterizzano l’uomo quanto le nostre cugine più prossime, appunto le scimmie. È dal confronto comportamentale e psicologico che possiamo capire l’origine di tanti mali che affliggono la nostra società e i lati oscuri delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti.

Canti e ritmi d’oriente. il linguaggio iniziatico della musica di Gurdjieff
concerto con L’ensemble de la Paix
Come tutti i grandi maestri spirituali, Gurdjieff, si diede l’obiettivo di “risvegliare” l’essere umano e di aiutarlo a ritrovare in se stesso la “via” verso questa sorgente interiore, anche attraverso la musica, poiché era convinto che attraverso le sue vibrazioni, producesse sugli uomini delle impressioni che agivano in qualche modo sulle vibrazioni energetiche dei loro corpi non soltanto fisici. Queste musiche, composte insieme a Thomas de Hartmann, che lo ha accompagnato in numerosi viaggi, rimangono una emozionante testimonianza di questa ricerca spirituale. Durante il concerto due brevi letture tratte dal libro “La nostra vita con Gurdjieff” di Thomas de Hartmann, divideranno idealmente il programma in tre parti. (vedi in Musica)

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2015  (scarica la presentazione in PDF)

Sulla pelle dell’acqua. Bellezza naturale, incontro gioioso e avvelenamento:  ritratti del liquido vitale a contatto con l’agire umano
mostra fotografica e video di Barbara Però
In fotografia il punto di vista diventa determinante ed io prediligo lo sguardo “da vicino”. Lavoro con i particolari perché considero la visione ravvicinata una visione coinvolgente, che limita le difese, che predispone all’intimità. Amo soffermarmi sulle superfici che vivo come “porta verso”, come pelle di ogni realtà. La pelle è confine tra il dentro ed il fuori e, sulla pelle, agisce e si sente il dialogo tra le due parti. Le superfici sono la pelle del mondo e la superficie dell’acqua è la pelle della parte più immensa, mobile e profonda. La natura ogni giorno si riflette sull’acqua scrivendo sulla sua superficie, in coro con gli artefatti umani, un testo indecifrabile e mutevole fatto di linee, segni, colori, luci. Io amo inseguire e fotografare questo testo.
L’inaugurazione sarà preceduta da una conversazione di Emilio Bibini Acqua duale (scarica la relazione in PDF)
L’acqua come simbolo, come avviene anche per ogni simbolo, presenta tutti i livelli una ambivalenza totale. E’ fonte di vita e di morte, creatrice e distruttrice, non solo in ambito mitologico, ma anche in quello analitico. (vedi in Arte)

Il corpo liberato. Riflessioni sull’identità femminile
con Luciano Mazzoni Benoni
Per troppo tempo l’identità femminile è stata dedotta da quella maschile e per troppo tempo le due entità sono state considerate a sè stanti e perfino contrapposte. Culture e Religioni sembrano essersi appropriate per un lungo tempo di quell’elemento essenziale, quale è la sfera sessuale, costitutivo dell’essere umano. Pratiche, costumi ed anche presunzioni scientifiche l’hanno mal concepita, distorcendone la vocazione naturale, negandone la matrice cosmica, riducendola alla mera sfera genitale. Poi malintese libertà l’hanno ridotta a merce e a consumo, spogliandola dalla antica coltre sacrale che l’avvolgeva, e riducendola a oggetto da prima pagina.

Uomo e Natura nel cinema narrativo e documentaristico del XX secolo
Rassegna cinematografica a cura di Emilio Bibini
Una breve rassegna di otto film, che attraverso simbolicamente la suddivisione in quattro parti raccoglie per parte due film tra loro uniti per alcune similitudini, anche oppositive. Similitudini duali contrassegnate da spaziaperti e chiusi, mare e boschi, vento e montagna, ecologia ed ecoterrorismo, emarginazione e integrazione… Troviamo così un Uomo che si confronta/scontra, attraverso il fare, con la Natura e con se stesso. Un Uomo che infligge o subisce e raramente dialoga. (vedi in Cinema)

Scemi di guerra. Follia e manicomi nella Grande Guerra
con Ilaria La Fata
La Prima guerra mondiale, guerra davvero “totale”, rappresentò uno sconvolgimento tale da coinvolgere concretamente ogni aspetto della vita di di uomini e donne, bambini e adulti, militari e civili e. Una guerra che costrinse non solo i combattenti, ma anche la popolazione civile a fare esperienze nuove e inattese, dolorose e traumatiche. Un trauma immane che non risparmiò neanche il territorio e infierì anche sui nervi e sull’equilibrio psichico dei militari, compromettendone in molti casi l’esistenza e lasciandoli invalidi o “mutilati dell’anima”, per riprendere l’espressione di Gaetano Boschi. È stato calcolato che solo fra i militari italiani furono almeno 40.000 gli uomini finiti in manicomi durante il conflitto; anche a causa dell’arrivo di questa massa di ricoverati, gli ospedali psichiatrici del nostro Paese furono letteralmente “travolti” dalle conseguenze della guerra. E così avvenne anche per i manicomi emiliano-romagnoli e nel parmense per quello di Colorno. Condotti nei manicomi, i soldati incontravano, dunque, degli psichiatri che non sapevano come affrontarli e applicavano terapie improvvisate, nel tentativo di ricondurli al fronte nel minor tempo possibile; nel linguaggio popolare quei pazienti iniziarono ad essere definiti “scemo di guerra”.

SLM15. La storia di un lupo che finirà in Francia più di 1000 Km dopo
con Andrea Gatti, Paolo Montanari, Mario Ferraguti
Spettacolo di parole e musica. Si insegue la storia di un lupo, si percorre la sua strada – quella che dalla tangenziale di Parma arriva fino in Francia – per raccontare la storia di tutti i lupi d’Appennino e del loro rocambolesco ritorno. Tra pastori smemorati che, nella loro lingua segreta, del vocabolo lupo si erano dimenticati, cacciatori che sperano di potergli sparare e intanto urlano che ce ne sono troppi e pericolosi da morire, sindaci che firmano che il lupo mette in crisi la micro-economia della montagna,ambientalisti che li lanciano con il paracadute, giornalisti convinti che scenda giù dai monti spinto dai morsi della fame, ragazzi che lo investono al ritorno dalla discoteca, carabinieri che gli cercano la medaglietta, sacerdoti che lo dipingono nero come il male; tra quelli che non è più il lupo di una volta ma un forestiero extracomunitario e chi lo vorrebbe al guinzaglio o chiuso a guardia del giardino, il lupo, a forza di camminare e camminare chilometri infiniti per quel suo passo mai stanco e dalla zampa slacciata, è ritornato.Ha conquistato l’Appennino, la collina, fino a sfiorare la città e incontrare l’uomo, non si vedevano da quasi cent’anni. E se l’uomo è rimasto fermo al lupo cattivo e nel frattempo si è creato tanti, tantissimi lupi finti nella testa, il lupo vero non è mai cambiato, e anche questi mille chilometri di LM15, finito in Francia più di mille chilometri dopo, dimostrano che l’uomo si è sbagliato.

La vita senza nome. Storie, canti e danze dell’ “altro” mondo
spettacolo teatrale in musica con L’ensemble Anima Mundi  (scarica il programma in PDF)
“Se è vero, come rivela il celebrato aforisma di Lao Tze, che fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce, attorno a noi c’è un quotidiano frastuono di alberi che cadono. Questo rumore è ovunque: nei giornali, in internet, in televisione, al cinema, nel nostro parlare quotidiano.
L’informazione giornalistica, ad esempio, è prevalentemente incentrata su eventi che mettono in evidenza gli aspetti negativi dell’attualità : nutrirsi solo di questi aspetti può avere un effetto devastante sulla psicologia di ognuno di noi, togliendoci energia, entusiasmo, vitalità, voglia di crescere e amore per la vita. Accanto a tanto rumore, a volte assordante, esiste una foresta che cresce e avanza spesso silenziosamente, una foresta che si allarga lontano dai riflettori dei media, fatta di infinite azioni, di piccoli gesti e intenzioni, di pensieri e parole, che a volte si intrecciano a formare una rete, una comunità. Azioni che hanno alla loro radice il rispetto per la vita di persone, animali, piante e minerali dove l’accoglienza, la solidarietà, la compassione e la gioia sono al centro di storie che sembrano venire da un altro mondo. Ritmo, canto, suoni, ci invitano ad ascoltare alcune delle storie di questo mondo solo apparentemente “altro” da noi, per farci riconoscere che in realtà questo è l’unico mondo che abbiamo. (vedi in Musica)

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2016  (scarica il programma in PDF)

Parole ispirate da una montagna
mostra fotografica di parole
a cura di Emilio Bibini, da una idea di Gianluca Bonazzi  (scarica la presentazione di G. Bonazzi in PDF) (scarica l’articolo “Quei messaggi lasciati in vetta di D. Andreatta in PDF)
In cima a una particolare e unica montagna appenninica, in un incavo, vi è una piccola cassa che contiene diari che raccolgono parole, pensieri, disegni di coloro che ne hanno raggiunto la cima. Diari ormai consumati dal tempo, ingialliti, bagnati, spesso ammuffiti, ma che mantengono vivi ricordi ed emozioni. Li abbiamo “rapiti” per poco, per tramutare molte pagine scritte in immagini e lasciare così che parole, pensieri e disegni parlino anche a coloro che non l’hanno vissuta.
L’inaugurazione sarà preceduta da una conversazione di Filippo Zolezzi  I libri di montagna 
Amo la montagna, mi piace percorrerla appena posso, ma se il tempo non me lo permette, purtroppo spesso, allora metto i miei scarponi virtuali e apro un libro: per incanto posso salire le vette più ardite, percorrere i sentieri più solitari, osservare i picchi più eleganti… Un libro di montagna permette di visitare luoghi che forse non si potranno mai vedere di persona, di viaggiare con la fantasia, di osservare posti meravigliosi senza alzarsi dalla poltrona del proprio salotto, oppure di pianificare un’escursione piacevole o un’ascensione impegnativa.

La Coscienza corporea nell’Uomo e nell’Animale
con Aniello Castaldo
Non accettando un modello epistemologico che assegni il primato della Coscienza e della Consapevolezza solo all’Uomo e facendo leva sul concetto di massima parsimonia che predilige spiegazioni semplici, in questo caso al “problema difficile” il rapporto mente-cervello,
viene definita la natura della coscienza come spazialità di tutto l’essere vivente (esperienza del corpo nello spazio) e con cinestesia possiamo ammettere che essa è presente in tutte le specie animali, raggruppate per classi e per specializzazioni evolutive. Il corpo si organizza nello spazio anche attraverso un processo multisensoriale percettivo che è parte integrante della struttura dinamica del campo della coscienza, almeno per ciò che concerne i mammiferi, agito e strutturato durante il movimento.

Disabilità e sessualità, tabù e pregiudizio
Rassegna cinematografica a cura di Emilio Bibini
La gente pensa: ‘Ma come, con tutti i problemi che ha, il disabile vuole pure fare sesso?’. Quindi si è doppiamente emarginati. Poi, il sesso è associato a un corpo perfetto ed è difficile accettare che anche qualcuno un po’ storto, con una muscolatura poco sviluppata, senza gambe, voglia avere una vera vita sessuale”. (Adriano Silanus, regista). È difficile immaginare che anche i disabili abbiano una sessualità e una vita sessuale, che ne sentano l’esigenza, che cerchino un rapporto d’amore importante o una relazione fugace. Raramente ci sforziamo di comprendere quanto molte delle loro esigenze siano esattamente come le nostre. Il dibattito sulla sessualità dei disabili è tabù. Perfino molti genitori di ragazzi disabili ignorano o rimuovono il problema. Ma da poco, qualche cosa sta cambiando….. (vedi in Cinema)

Una relazione ancora da svelare
con Maurizio Corsini e Luciano Mazzoni
Da più parti si avverte l’esigenza, che ormai si è fatta urgenza, di inaugurare un nuovo rapporto tra la specie umana e gli animali. Da una parte gli apporti di numerose discipline scientifiche hanno portato a comprendere in modo assai più congruo la ricchezza della vita animale, valorizzando enormemente la sua capacità di adattamento e di avvicinamento all’uomo; dall’altra l’accresciuta sensibilità ambientalista e animalista hanno sollecitato nuovi comportamenti, a cominciare dalla rinuncia alla violenza ed al rispetto di alcuni diritti elementari per le varie specie animali. Passaggio ineludibile per superare i vizi dell’antropocentrismo ed approdare a una coscienza davvero olistica, in armonia con la natura. “Il compito più alto di ogni uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà” (Emile Zola).

Ecologia profonda
con Guido Dalla Casa
L’Ecologia profonda è una filosofia o ecosofia basata su uno smarcamento dalle enfasi antropocentriche dell’ambientalismo costituito e degli attuali movimenti ecologisti. Questa filosofia è contraddistinta da una nuova interpretazione del “sé” derivante dalla de-enfatizzazione della dualità razionalista tra l’organismo umano ed il suo ambiente naturale, permettendo così che l’attenzione venga posta sul valore intrinseco delle altre specie, dei sistemi e dei processi naturali. Questa posizione porta ad un sistema di valori ecocentrico di etica ambientale. L’Ecologia profonda descrive se stessa come profonda poiché è interessata alle domande filosofiche fondamentali sul ruolo della vita umana come parte dell’ecosfera, distinguendosi dall’ecologia come branca delle scienze biologiche, così come dall’ambientalismo meramente utilitaristico basato sul benessere dei soli umani. L’espressione ecologia profonda (deep ecology) è stata coniata dal filosofo norvegese Arne Næss nel 1973, e sempre lui aiutò a descriverne le basi teoriche.

I colori del Raga. L’universo musicale indiano
concerto con Riccardo Misto e Lorenzo Danieletto  (scarica il programma in PDF)  

Una esplorazione dell’universo musicale indiano, mettendo in evidenza sia gli aspetti della melodia (Raga), sia quelli del ritmo (tabla), attraverso l’esecuzione di musica con strumenti quali il Sarod e i Tabla e delle brevi introduzioni e spiegazioni che permettono di avere una chiave di lettura di ciò che viene ascoltato. (vedi in Musica)

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2017  (scarica il programma in PDF)

Connessioni
mostra fotografica di Roberto Testini
Inaugurazione e conversazione con l’autore a cura di Emilio Bibini (scarica la presentazione in PDF)
“La connessione è letteralmente la stretta unione fra due o più cose. In natura possiamo osservare svariate connessioni: le radici, i tronchi, i fusti e le foglie ne sono esempio, sono esempio di come l’acqua e l’aria si trasformino in energia e quindi vita. La globalizzazione, la morsa dell’economia, il sovrappopolamento hanno portato l’uomo a creare potenti connessioni per comunicare e produrre energia, che spesso però stonano con l’ambiente che ci ospita. Madre Terra sarà contenta del nostro lavoro? La nostra invadenza quanti danni ha creato e quanti ne sta continuamente creando. L’uomo si “connette”, ma la Terra non regge lo scempio e piange, urla, imprecando pietà”. (Roberto Testini)
Con proiezione del video diatape di Roberto Testini
Teatro Natura
“Ho immaginato il sole come un enorme riflettore che punta la sua luce sul “palco del teatro foresta” dando così vita ai suoi attori, gli elementi naturali che vi abitano.” (Roberto Testini) (vedi in Arte)

Uomo e Natura nel cinema narrativo e documentaristico
rassegna cinematografica a cura di Emilio Bibini
La rassegna, proseguo della prima del 2015 è articolata in 4 giornate, attraverso film, documentari e cortometraggi che dal 1929 mostrano l’Uomo “alle prese” con una Natura osservata, subita, dominata, trasformata, poetata. Osserviamo così un Uomo di ieri, che come quello di oggi, si confronta/scontra, attraverso il fare, con la Natura e con se stesso. Un Uomo che infligge o subisce e raramente dialoga. Apriranno e chiuderanno simbolicamente la rassegna due corti, di cui uno in animazione, ironici percorsi visivi di uomini e cose per aiutarci a riflettere e a non dimenticare. (vedi in Cinema)

Arte come natura: un percorso attraverso l’arte del Novecento
con Michele Bertolini
Il rapporto fra arte e natura percorre l’intera riflessione occidentale sulle arti fin dall’antichità, e ha trovato nel concetto di imitazione (mimesis) la categoria principe in grado di articolare e pensare la relazione fra la capacità umana di produrre forme e quella propria della natura. Tuttavia, con le avanguardie artistiche del Novecento, proprio quando l’arte recide il suo rapporto mimetico con la natura per divenire liberamente creativa, il confronto fra arte e natura acquista una nuova pregnanza semantica, anche attraverso la mediazione della scienza e della riflessione morfologica: come testimoniato, ad esempio, dall’attività di artisti come Jean Arp, dall’arte povera, da alcune espressioni della Land Art o dalle riflessioni estetiche di Paul Valéry l’artista può proporsi di interpretare in profondità i processi di crescita e formazione delle forme naturali.

Archetipi musicali e Psiche: il rapporto tra Musica, Mito e Natura attraverso l’iconografia musicale del ‘600
con Maria Caruso
La conferenza sugli archetipi musicali parte dalle tracce visive della musica (l’illustrazione, la notazione, etc.) per collegare diversi elementi importanti: nel ‘600 esiste una ricca collezione iconografica che fa riferimento al mito classico, lo elabora e lo codifica in un nuovo linguaggio che presenta elementi simbolici di una trasformazione del pensiero: la scienza ai suoi albori, l’arte e la musica trovano nuovi accordi; nascono allora figure di musicisti interessanti perché anche scienziati, o alchimisti, o numerologi. Nelle stampe e le fonti dell’epoca emergono visioni simboliche anche riferite ai miti del mondo greco-romano, con profondi legami tra origine, natura ed effetti del suono sul mondo e sulla psiche.

Il piacere della solitudine The Delight of solitude.  La musica inglese tra Rinascimento e Barocco
concerto di musica antica dell’ensemble Silentia Lunae (scarica l’articolo “Melanconia e Musica” di S. Baletracci in  PDF)

Il concerto propone una serie di composizioni di John Dowland, Thomas Campian, Henry Purcell, ed altri compositori inglesi. Una caratteristica di questo programma, è l’attenzione ad un clima di “soave diletto”. La bellezza della musica speculativa di questo periodo è infatti proprio nel saper fondere una linea di purezza di pensiero con l’attenzione all’animo, ai sentimenti, al muovere alle passioni l’ascoltatore. Una musica che arricchisce il “diletto della solitudine” e dunque l’intrattenimento ricercato per nutrire lo spirito e l’intelletto e non per una semplice gratificazione dei sensi. (vedi in Musica)

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2018  (scarica il programma in PDF)

Le donne viste dalla donne. Disuguaglianza e vulnerabilità
fotografie di Loredana Taglieri e Valeria Fioranti
a cura dell’Associazione Ong Comitato Collaborazione Medica CCM
presentazione di Silvia Trentini
Nello sguardo di due fotografe –Loredana Taglieri e Valeria Fioranti – , la rappresentazione delle donne del Sud Sudan – le più vulnerabili nel paese più povero del mondo e delle donne migranti di Torino – alle prese con barriere culturali, economiche e di informazione in uno dei quartieri più difficili della città. (vedi in Arte)

Bellezza e sofferenza. Gli Animali nella moda e nella cosmesi
con Teresa Giulietti
Può esistere una bellezza che sia anche rispettosa della Vita di ogni individuo, dunque anche degli altri animali? Cosa è cambiato oggi rispetto all’antichità nel modo di curarsi? La donna dell’antico Egitto, così come quella del Novecento, si è avvalsa dei più impensabili intrugli di derivazione animale, pur di apparire bella e immortale. E per la moda quanti animali sono stati sacrificati? Oggi è possibile curarsi e rincorrere la propria idea di bellezza in maniera etica e consapevole? Le nostre scelte individuali possono modificare il ‘mercato della bellezza?

Animali, Persone? Perché parliamo di diritti degli animali (non umani)
con Valerio Pocar
La sensibilità alla gioia e al dolore, la capacità d’intelligenza e di pensiero nonché di comunicazione sono le caratteristiche che attribuiscono agli umani la personalità, fondamento del riconoscimento dei diritti. Rifiutando la visione antropocentrica del mondo, quelle medesime caratteristiche, che in modi diversi anche gli animali non umani mostrano con certezza, dovrebbero rappresentare il fondamento dell’attribuzione di diritti anche agli animali non umani.

Il corpo smarrito. La negazione di significato del corpo femminile nei secoli
con Luciano Mazzoni  (scarica la relazione in PDF)
I fenomeni di femminicidi e violenze in svariatissime forme sulle donne,sempre meno eccezionali ed ormai da considerare come eventi sociali diffusi e ricorrenti, vanno indagati non solo sul piano della criminologia, ma anche su quelli della loro origine e della genesi anche remota. La messa a fuoco proposta considera l’evoluzione intervenuta nei modelli antropologici nel contesto euro-occidentale: mettendo al centro la questione del ‘corpo’. Da tale riflessione (condotta a livello interculturale e interreligioso) scaturisce la proposta di una ‘antropologia duale’: vale a dire fondata non più sul solo pensiero maschile (andro-centrico) bensì sui pensieri distinti maschile e femminile (approccio di genere).

Il corpo delle donne. Immaginario e stereotipi attraverso il cinema e i media italiani dal dopoguerra a oggi
rassegna cinematografica a cura di Emilio Bibini
Un escursus cinematografico e documentaristico sull’immagine della donna italiana dal dopoguerra a oggi. Immagini di volti e corpi che nella loro espressività e fisicità racchiudono sia tensioni per quel cambiamento emancipatorio fortemente voluto (che ha le sue radici nella Resistenza), sia rappresentazioni stereotipate alle quali le donne si trovano ad aderire nel dopoguerra. Dagli anni sessanta superficialmente i film italiani sono influenzati dal femminismo, ma più in profondità hanno continuato per lo più a negare alle donne la dimensione di soggetto e a stuzzicare la “pruderie” di un pubblico avido di trasgressione. Poco o nulla è cambiato dagli anni Ottanta a oggi nella rappresentazione femminile televisiva, anzi sempre di più vi è una “cancellazione dell’identità delle donne” attraverso spettacolarizzazioni umilianti. (vedi in cinema)

La devota della costa. Margherita Antoniazzi:  attualità del pensiero e delle azioni di una donna del ‘500
con Valentina Alberici
Margherita Antoniazzi è tra quelle donne del XVI secolo che promossero un rinnovamento della Chiesa “dal basso”. Popolana e analfabeta, fondò sull’Appennino parmense un piccolo monastero “senza sbarre” e una scuola gratuita per i bambini bisognosi, dove veniva offerto anche un pasto giornaliero. Con la sua sensibilità verso la natura e gli sfruttati e le sue intuizioni su una “concreta” presenza femminile nella società, da sempre inibita e mortificata nell’ambito domestico o conventuale, precorre i tempi e molti aspetti del pensiero femminista.

Il senso del sacro e la storia
con Flavio Zanardi  (scarica la relazione in PDF)
Nonostante tutto, il senso del sacro e il bisogno di trascendenza non si siano mai estinti del tutto. Anche Kant, del resto, riteneva questo evento impossibile, dato l’esercizio di una “funzione regolativa” da parte della Ragione, che, con la sua inesorabile aspirazione alla totalità, spinge l’Intelletto a quell’instancabile e vano, indagare. Con il tempo, anche l’idea del sacro è sottoposta al mutamento, ma dal momento che l’angoscia da una parte e il mistero dall’altra, permangono ineliminabili dalla condizione umana e sospingono l’uomo alla ricerca compulsiva di un senso, il sacro si erge incrollabile ed inaccessibile come un altissimo monte.

Il Canto del pane. Komitas e Varjuan.  Musica, poesia e spiritualità tra Armenia, Caucaso ed Europa
concerto de L’ensamble da la Paix  (scarica il programma in PDF)
Patrocinato dal “Consolato della Repubblica d’Armenia”. La musica di Padre Komitas incontra la poesia di Aniel Varujan. Due personalità così prepotentemente e profondamente spirituali il cui destino fu drammaticamente segnato dal genocidio armeno e le cui opere, veri gioielli da riscoprire, nella loro potenza espressiva e forza spirituale, giungono oggi a noi come un messaggio di speranza per un mondo in cui la tolleranza, la libertà, la bellezza e il rispetto per la vita siano vera guida per il futuro dell’uomo. Il concerto alterna intensi e suggestivi brani musicali dei musicisti con la lettura di evocative poesie. (vedi in Musica)

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2019  (scarica il programma in PDF)

Proiezioni
inaugurazione mostra d’arte
di Olimpia Pino  (scarica la presentazione in PDF)
L’arte e la pittura come processo intimamente narrato dove con la sintesi cromatica rivivono memorie sedimentate.con una relazione dell’autrice
Memoria, identità e tempo
le forme della memoria, i suoi disturbi e i suoi tesori. (vedi in Arte)

Esistenzialismo ieri e oggi
con Franco Toscani e Attilio Finetti
Parlare di Esistenzialismo oggi, significa certamente rievocare le teorie dei filosofi, degli scrittori e, più in generale,degli intellettuali di inizio e metà Novecento; porre una rinnovata attenzione al clima politico e sociale prima e durante la seconda guerra mondiale; ma anche riflettere sul valore dell’esistenza, sulla sua irriducibile complessità, sulle implicazioni etiche che seguono e sulle conseguenze sulla contemporaneità.

L’errore antropocentrico
con Maurizio Corsini e Giulio De Nicola
Presentazione del libro e del progetto editoriale
“L’Errore Antropocentrico” a cura di M. Corsini e B. Fedi (Mimesis editore).
Eretto a padrone e signore di tutti gli altri viventi, l’uomo considera oggi gli animali non umani quali oggetti a propria disposizione, nella più barbara ottica specista e antropocentrica. Il saggio vuole essere un proficuo contributo rivolto sia al mondo della scuola e dell’università, sia a tutti coloro che ritengono inaccettabile questo stato di cose, e intende problematizzare il rapporto uomo-animali non umani, fornendo elementi di riflessione che possano indurre a ridimensionare la visione antropocentrica.

Abbiamo mangiato la foresta. Foreste e allevamenti, interrelazioni tra distruzione e sofferenza
rassegna cinematografica documentaristica a cura di Emilio Bibini
“Abbiamo mangiato la foresta” dell’etnologo Geogers Condominas (1960), uno spunto appropriato per titolare questa nuova rassegna documentaristica che vede come protagonisti boschi e foreste con i suoi abitanti non umani, travolti drammaticamente, in special modo per le foreste pluviali tropicali, dall’incessante avanzare della distruzione operata dall’uomo per le coltivazioni di olio di palma e soia, per il legname, per gli allevamenti. Questi ultimi, a causa della grande domanda di carne, latticini e pellame, concorrono fortemente al degrado ambientale e alla sofferenza animale. La rassegna attraversa diversi “territori interconnessi” che intrecciano foreste, boschi, neurobiologia, biodiversità, animali, sfruttamento animale e sofferenza. Sì perché il “dolore del mondo non-umano” è anche il dolore “umano” di Ohad, il protagonista dell’ultimo documentario, che lotta per il riconoscimento del diritto per ogni non-umano di condurre una propria esistenza come “soggetto” e non come “oggetto” a disposizione dell’umanità. (vedi in Cinema)

Bisognava provarci! 40 anni senza manicomi
con Valerio Cervetti, Ilaria Gandolfi, Paola Gennari, Gianni Caselli
Presentazione con gli autori del libro “Bisognava provarci. Parma e la malattia mentale: dal manicomio ai servizi territoriali”  a cura dell’Associazione Progetto Itaca Parma.
E’ la storia di Giordana che al manicomio di Colorno “ci è nata”; è la storia di giovani psichiatri con la voglia di cambiare il mondo; è la storia dell’Ospedale Psichiatrico di Colorno e della città, della Comunità, che seppe chiuderlo.

Cambiamenti climatici. Tra evidenze scientifiche e percezione mediatica
con Alessio Bellucci  (scarica la relazione in PDF)
Il cambiamento climatico non è più una ipotesi del futuro, ma riguarda “oggi” drammaticamente anche l’Italia: il nostro Paese si sta scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta!