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Territori per nuovi vissuti tra Cultura, Natura e Memoria

Il Centro Studi Natévis si propone di stimolare riflessioni e discussioni per la costruzione di una collettività umana – planetaria, solidale, pacifica e conviviale – che supporti ogni individuo nello sviluppo di pensieri e progetti, consapevoli e responsabili per una vita dignitosa, in armonia con se stessi, gli altri esseri umani e la natura, favorendo il confronto con i’immanente e la spiritualità. Pensiamo che il futuro debba essere determinato avendo memoria del passato, per crescita culturale di individui liberi, con scelte – individuali e comuni – in onestà intellettuale, in una sorta di viaggio volontario dove la meta, il punto di partenza e il percorso vengono definiti grazie ad un approccio interdisciplinare basato su filosofia, psicologia, sociologia, economia e comunicazione e scienza. Il Centro Studi combatte quindi ogni forma di aggressione, oppressione, fanatismo, ingiustizia.

Un Centro Studi dunque per esplorazioni oltre i confini territoriali e rivalutazioni, tra memoria storica e attualità, con particolare riguardo al pensiero umanistico e creativo, con radici nel pensiero libertario e antispecista, fortemente necessari per un possibile cambiamento di quell’immaginario consolidato e diffuso, espressione delle logiche del potere.Tematiche variegate, ma sempre correlate per affermare una cultura delle “interrelazioni”  e per ribadire la complessità del mondo in antitesi al riduzionismo speculativo.

Gli archetipi degli assunti di base

Gli archetipi degli assunti di base, sono rinvenibili nei concetto di

  • Armonia
    nel senso più esteso del temine (psicologico e sociologico) con radici in una visione umanistica, etico/esistenziale, di “Uomo completo”, teso tra “virtù e dignità” necessari per un contenimento del “dolore nel mondo” con la consapevolezza che questo dolore universale determina una sofferenza esistenziale, il “dolore del mondo” (Weltschmerz), causata dell’imperfezione del mondo reale rispetto a un ideale di perfezione difficilmente raggiungibile.

Gli assunti di base

Il Centro Studi, attraverso gli assunti di base, declinati nelle sue attività,  si prefigge di stimolare la riflessione e il pensiero critico necessari per affrontare come “soggetti consapevoli” le grandi e mutevoli trasformazioni sociali, ecomomiche e tecnologiche in atto.

  • Natura e Cultura
    Come grande interazione tra Natura e Cultura, quindi anche tra “Natura naturale” e “Natura trasformata”.
  • Memoria
    La memoria è intesa come storica, modalità che, per le sue caratteristiche, può creare identità individuale o comunitaria.
  • Territori per nuovi vissuti
    (company pay-off di Natévis)
    Come ricerca di “nuovi territori mentali per nuovi vissuti etico/esistenziali” racchiude il concetto di futuro.
  • Complessità della realtà
    In antitesi al riduzionismo speculativo e come necessità di un approccio olistico che consideri anche le interazioni tra le parti, e non solo le parti stesse.
  • Dialettica
    Antitesi del pensiero unico (assenza di dibattito, strategie e pressioni mediatiche e sociali, omologazione), la dialettica è il costante ripensamento critico dei nostri concetti, che per questo vanno esposti nella loro genesi e nel loro uso.
  • Dualismo
    Come “dialettica degli opposti”
    Il pensiero unico esclude il concetto di dialettica e di dualità. Ma proprio nella contrapposizione e nell’accettazione degli opposti nella loro relazione dialettica che è possibile intuire il senso della totalità e favorire il pensiero creativo.
    Ricercare ed esplorare la natura vuol dire comprendere più facilmente la dimensione dialettica degli opposti. Attraverso la “coscientizzazione* delle dualità partecipative-correlative (mente e corpo) e l’utilizzo di dualità emozionali simboliche (correlative oggettive**), la riflessione e il pensiero critico (verso il mondo e se stessi) vengono stimolati.
  • (*) La coscientizzazione è un processo educativo e di consapevolezza che porta alla comprensione critica della realtà, sviluppata dal pedagogista brasiliano Paulo Freire. Significa acquisire una coscienza profonda delle proprie condizioni sociali, politiche e storiche attraverso il dialogo e la riflessione critica, al fine di trasformare attivamente la propria vita e la società.
  • (**) La teoria del “correlativo oggettivo” era stata definita da Eliot nel 1919 in un suo articolo (Hamlet and his problems): “L’unica via per dare espressione artistica all’emozione è di trovare un correlativo oggettivo: in altre parole un insieme di oggetti, una situazione, una catena di avvenimenti che sarà la formula di quella particolare emozione: dati i fatti esterni, che debbono avere per termine l’esperienza dei sensi, l’emozione sarà immediatamente evocata”.
  • Dubbio
    Come “ricerca della verità”.
    Il dubbio è considerato un fondamento per la ricerca della verità, poiché porta a mettere in discussione le certezze preconcette e le affermazioni non verificate, spingendo a un’indagine più profonda.
  • Diversità nell’uguaglianza
    Ideale comune di tutto il “pensiero libertario” e dell’antispecismo*
    Come concetto che non implica l’omologazione, ma al contrario, garantisce pari dignità e opportunità a tutti gli esseri (umani e non umani), riconoscendo e valorizzando le loro differenze uniche.
  • Spiritualità
    secondo cui esiste un livello della realtà nell’uomo , non percepibile coi sensi fisici, situato oltre quello della materia tangibile riconducibili a valori ultrasensibili (in psicologia PAS) e a una visione lata del sacro“immanente” non riconducibile al trascendente e alla divinità.

  • Creatività
    Capacità di produrre qualcosa di nuovo e originale, come idee, soluzioni a problemi o espressioni artistiche. È un processo che si basa su sensibilità, capacità di analisi e sintesi, originalità e flessibilità mentale.
    Il pensiero creativo genera nuove idee e soluzioni originali, vedendo i problemi da prospettive diverse e andando oltre il pensiero logico-lineare.

Le Terre marginali

In queste esplorazioni rientra anche la rivalutazione culturale, storica geografica del Medio Appennino, tra le Terre Alte e la Bassa, per la riscoperta di luoghi e persone che hanno contribuito con pensiero e azioni a un rinnovamento culturale e sociale. “Terre marginali”, con le loro eccellenze (non alimentari), abbandonate “culturalmente” e vissute “separate dal resto” per incapacità e/o disinteresse nel cogliere le interrelazioni dei territori. Le terre coinvolte nei nostri studi sono attualmente quelle del piacentino e parmense, con i loro rapporti storici e culturali con le terre confinanti.

Natura naturata e Natura naturans*

Le basi poggiano su quel complesso e articolato pensiero ecologico che ha contribuito alla riconsiderazione della Natura non più in chiave “antropocentrica”, ma “biocentrica”.  Un cammino basato su una ”eticizzazione” dei rapporti con la Natura che ha le sue origini nel XVIII secolo con la visione “arcadica” virgiliana, per ricreare quell’armonia rotta dalla visione teologica cristiana, dalla scienza meccanicistica e dai primi processi d’industrializzazione che portarono a una natura dominata al completo servizio dell’uomo. Cammino ancora in corso, espressione oggi più che mai, di quella comunione di pensiero tra biologia, filosofia, sociologia, geografia, antropologia,  psicologia, economia- Quindi basi non dogmatiche, che non aderiscono a una “teoria univoca”, ma che colgono “verità” e profondi spunti di riflessione in diverse teorizzazioni, con la consapevolezza dei loro specifici limiti e contraddizioni.

* semplicemente esistente e principio da cui tutto può essere generato