Musica 2018
Il Canto del pane. Komitas e Varujan.
Musica, poesia e spiritualità tra Armenia, Caucaso ed Europa
concerto de L’ensamble da la Paix
La musica di Padre Komitas incontra la poesia di Aniel Varujan. L’Arte incontra l’Arte.
Due personalità così prepotentemente e profondamente spirituali il cui destino fu drammaticamente segnato dal genocidio armeno e le cui opere, veri gioielli da riscoprire, nella loro potenza espressiva e forza spirituale, giungono oggi a noi come un messaggio di speranza per un mondo in cui la tolleranza, la libertà, la bellezza e il rispetto per la vita siano vera guida per il futuro dell’uomo.
Per questi due grandi artisti, vero ponte culturale tra oriente e occidente (studiarono infatti entrambi in Europa), la dimensione orientale è un viaggio mitico verso le proprie radici e verso la riscoperta della terra patria, proprio in un momento storico in cui al popolo armeno stava per essere negata l’identità nazionale e la patria stessa.
Così per Komitas la musica tradizionale fu il punto di partenza di un percorso spirituale. I brani eseguiti in questo repertorio sono tratti da un’antologia di melodie tradizionali armene che Komitas raccolse ed elaborò nei primi anni del novecento durante il suo lavoro di ricerca etnoantropologica e etnomusicologica.
L’opera di Varujan fa da perfetto contraltare linguistico, emotivo e spirituale, attraverso la musicalità e il ritmo dei versi poetici, a questi intensi brani. Ne “Il Canto del Pane” il dettato poetico restituisce un campionario di visioni concrete e reali della materia indagata e rappresentata (il mondo rurale, il ciclo delle stagioni, i rituali di una società contadina), ma incastonate in un mosaico mobile, in una rete di vibrazioni risonanti in una dimensione mitica e simbolica, dove tutto si dissolve nell’atemporalità e nella incessante trasformazione del cosmo.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio del “Consolato della Repubblica d’Armenia” e di “Hay Dun Casa Armena” di Milano.
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Letture
Il canto del pane
a cura di Antonia Arslan
L’opera del grande poeta armeno Daniel Varujan potrebbe essere chiamata il «Canto dell’uomo intero», dell’uomo in cui la semplicità terrestre e le potenzialità celesti fanno un tutto armonioso, anzi un tutto di armoniosa reciprocità. È in questa armonia – che ci può forse ricordare Dante, e il suo itinerario a Dio attraverso la creazione – che la poesia si distingue: l’occhio del poeta, infatti, non vede l’eternità distaccata, lontana, o scissa, ma scopre l’eternità come dimensione di ogni singola componente dell’universo, come sangue del misterioso palpitare della vita.
Pubblicata postuma nel 1921, per la prima volta in Italia nel 1992, questa straordinaria raccolta di poesie a cura di Antonia Arslan giunge oggi alla settima edizione.
Musica 2017
Il piacere della solitudine The Delight of solitude
La musica inglese tra Rinascimento e Barocco
concerto di musica antica de L’ensamble Silentia Lunae
Maria Caruso: voce, viola da gamba, Richard Benecchi: liuto e tiorba
Il concerto propone una serie di composizioni di John Dowland, Thomas Campian, Henry Purcell, ed altri compositori inglesi. Una caratteristica di questo programma, è l’attenzione ad un clima di “soave diletto”. La bellezza della musica speculativa di questo periodo è infatti proprio nel saper fondere una linea di purezza di pensiero con l’attenzione all’animo, ai sentimenti, al muovere alle passioni l’ascoltatore. Una musica che arricchisce il “diletto della solitudine”e dunque l’intrattenimento ricercato per nutrire lo spirito e l’intelletto e non per una semplice gratificazione dei sensi.
per approfondimenti
Sergio Balestracci, Una rappresentazione musicale della malinconia
Musica 2016
I colori del Raga. L’universo musicale indiano
concerto con Riccardo Misto (sarod) e Lorenzo Danieletto (tabla, tampoura, tazze tibetane)
Una esplorazione dell’universo musicale indiano, mettendo in evidenza sia gli aspetti della melodia (Raga), sia quelli del ritmo(tabla), attraverso l’esecuzione di musica e brevi introduzioni e spiegazioni che permettono di avere una chiave di lettura di ciò che viene ascoltato.
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2015
La vita senza nome. Storie, canti e danze dell’ “altro” mondo
Spettacolo musicale e teatrale con L’ensemble Anima Mundi
“Se è vero, come rivela il celebrato aforisma di Lao Tze, che fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce, attorno a noi c’è un quotidiano frastuono di alberi che cadono. Questo rumore è ovunque: nei giornali, in internet, in televisione, al cinema, nel nostro parlare quotidiano.
L’informazione giornalistica, ad esempio, è prevalentemente incentrata su eventi che mettono in evidenza gli aspetti negativi dell’attualità : nutrirsi solo di questi aspetti può avere un effetto devastante sulla psicologia di ognuno di noi, togliendoci energia, entusiasmo, vitalità, voglia di crescere e amore per la vita. Accanto a tanto rumore, a volte assordante, esiste una foresta che cresce e avanza spesso silenziosamente, una foresta che si allarga lontano dai riflettori dei media, fatta di infinite azioni, di piccoli gesti e intenzioni, di pensieri e parole, che a volte si intrecciano a formare una rete, una comunità. Azioni che hanno alla loro radice il rispetto per la vita di persone, animali, piante e minerali dove l’accoglienza, la solidarietà, la compassione e la gioia sono al centro di storie che sembrano venire da un altro mondo. Ritmo, canto, suoni, ci invitano ad ascoltare alcune delle storie di questo mondo solo apparentemente “altro” da noi, per farci riconoscere che in realtà questo è l’unico mondo che abbiamo.
2014
Canti e ritmi d’oriente. il linguaggio iniziatico della musica di Gurdjieff
concerto con L’ensemble de la Paix
Come tutti i grandi maestri spirituali, Gurdjieff, si diede l’obiettivo di “risvegliare” l’essere umano e di aiutarlo a ritrovare in se stesso la “via” verso questa sorgente interiore, anche attraverso la musica, poiché era convinto che attraverso le sue vibrazioni, producesse sugli uomini delle impressioni che agivano in qualche modo sulle vibrazioni energetiche dei loro corpi non soltanto fisici. Queste musiche, composte insieme a Thomas de Hartmann, che lo ha accompagnato in numerosi viaggi, rimangono una emozionante testimonianza di questa ricerca spirituale. Durante il concerto due brevi letture tratte dal libro “La nostra vita con Gurdjieff” di Thomas de Hartmann, divideranno idealmente il programma in tre parti.
2013
Un Satyre Cornu. Giochi di corte: ninfe, pastori, satiri, e boschi nell’immaginario francese tra Cinquecento e Seicento
concerto con Silentia Lunae
L’Air de Cour, nella raccolta suggestiva di Gabriel Bataille (1575-1630), e l’Orchesographie di Thoinot Arbeau (1519-1595) sono al centro di questo programma musicale che, pur non essendo esaustivo, vuol cogliere un carattere della musica francese nel Cinquecento, prima della trasformazione dello stile che avviene nel tardo Seicento. Il carattere emerge attraverso i contrasti tra ciò che è una sorta di dialogo tra due forme musicali, l’aria e la danza, che attingono da spunti popolari, ma sono i realtà raffinati esempi di composizioni dal largo respiro. Gli spunti letterari che appaiono nei testi sono largamente ispirati al tema della Natura, riletta in chiave “travestimento”. Gli elementi, trasfigurati, formano una nuova lettura cinquecentesca del mito classico, e attraverso codificazioni di immagini ben precise, il pensiero francese sui temi di vita, morte, amore, essenzialità, viene alla luce come avente in sè una forte carica di accettazione dell’ordine naturale delle cose.
2011
Il Barocco in musica. Natura e artificio
Incontro misicale con Carla They, Cellina Codaglio e Beatrice Marozza
L’arte, la poesia e la musica del Seicento e della prima metà del Settecento sono indicati con il
Termine Barocco. I caratteri più evidenti di questo stile sono la grandiosità, la potenza, la teatralità e la ricerca dicomplicati effetti decorativi, che rispecchiano la fastosità delle nascenti monarchie assolute europee. I principali elementi distintivi nell’arte barocca sono la trasfigurazione dell’oggetto appartenente alla natura, l’alterazione delle proporzioni canoniche, gli effetti di vario ampliamento e contrazione dello spazio, gli inganni ottici, prospettici e coloristici: artifici che riescono a moltiplicare gli effetti emozionali dell’opera, a suscitare situazioni di immediata sorpresa e meraviglia. Viene ricercata dagli artisti la continuità infinita tra spazi esterni e spazi interni, ma anche tra “artificio e natura”, al punto da spingersi sino all’impiego di elementi naturali (acqua e luce) nella creazione artistica e alla compenetrazione di tutte le arti, al fine di rendere il fruitore dell’opera, contemporaneamente, spettatore e attore. Nonostante le trasfigurazioni, le alterazioni ed i grandi contrasti portati agli eccessi, l’artista ha un’amabile corrispondenza con la natura e la sua realtà. Così come le altre forme d’arte del periodo, la musica barocca è votata al desiderio di stupire e divertire l’ascoltatore. In ogni avvenimento importante, pubblico o privato, la musica costituisce l’attrazione principale: teatro in musica, danza, balletto, musica strumentale. Si sviluppa ulteriormente la musica che cerca di descrivere “per imitazione” sensazioni, immagini, fenomeni ed eventi attraverso i suoni. Il melodramma, caratterizzato dal “recitar cantando”, ha enorme diffusione in età barocca. Il teatro d’opera Barocco, grazie alla spettacolarità delle sue rappresentazioni, alla meraviglia suscitata da cantanti, come i castrati e alle sfarzose scenografie, raggiunse un grado di popolarità come nessun altro tipo di rappresentazione. Tra i soggetti preferiti ci sono le vicende cavalleresche, i poemi omerici e virgiliani. La Natura bucolica e pastorale virgiliana con le sue atmosfere idilliache e mitiche diventano rifugio e lenimento del dolore spirituale.
Programma musicale
Marco Uccellini / da “Tre Arie a 2 violini” / Aria Prima
Johann Pachelbel / Canone
Marco Ucellini / Sonata decima ottava a due violini
Georg Friederich Handel / da Rinaldo / Lascia ch’io pianga
Marco Uccellini / Aria sopra la Bergamasca
Georg Friederich Handel / Passacaglia
Anonimo del XVI secolo / Down by the Sally garden
Tarquinio Merula / da “Canzoni-Sonate a 2 e a 3” / La Gallina / Ballo detto Eccardo / Ballo detto Gennaro Ballo detto Pollicio
Andrès Bernard / La Gimblette, Variation sur un thème de style ancien pour harpe
Girolamo Frescobaldi / Canzon Prima
Antica ballata irlandese / Scarborough Fair
